Alessandria

Con i suoi eterni simboli, Alessandro Magno e Cleoparta, la rinomata Biblioteca e l’imponente Faro passato in rassegna tra le Sette Meraviglie del Mondo Antico, l'Alessandria dei tempi passati era una città straordinaria. Fu fondata nel 332 a.C. e prima di entrare in declino nel IV secolo d.C., arrivò persino a competere con Roma.

La Biblioteca di Alessandria raccoglieva in sé tutto il sapere del mondo antico, conferendo alla città l'apellativo di "luogo più colto della Terra". Gli antichi Alessandrini innalzarono un gigantesco faro allo scopo di magnificare la città, guidando al contempo le navi verso l’importante porto di Alessandria.

Lo skyline dei minareti di Alessandria, Egitto.

Con tutta la sua cultura e ricchezza, l'antica Alessandria d'Egitto oggi è quasi svanita. I suoi grandiosi templi e le sue istituzioni culturali furono rasi al suolo e bruciati dall'intolleranza dei cristiani, mentre l'abbandono e le calamtità naturali hanno fatto il resto: i terremoti hanno distrutto il palazzo reale ed il mare impietoso ha fatto crollare il faro.

Nel XIX secolo il pascià Mohammed Ali risollevò le sorti della città, collegando il porto di Alessandria al ramo sinistro del Nilo. L’apertura del mediterraneo fino al Cairo richiamò migliaia di viaggiatori europei giunti per gustare il nuovo fascino del luogo e dando vita all'atmosfera decadente descritta da scrittori come Lawrence Durrell o E.M. Forster . Purtroppo anche questa epoca finì negli anni '50, quando la rivoluzione di Nasser mise in fuga gli stranieri.

D'allora Alessandria ha conosciuto una crescita demografica esplosiva, superando i cinque milioni di abitanti e occupando 20 km di costa, diventando per grandezza la seconda città dell'Egitto. L'Alessandria del XXI secolo è una città moderna, caratterizzata da palazzoni, ingorghi, fast food e telefoni cellulari. Basta però scavare poco sotto la superficie e si trovano subito reperti antichi che meritano essere visitati.