Rosetta

La fama di oggi della città di Rosetta è dovuta principalmente al fatto che il suo nome è legato alla celebre stele nera che consentì di svelare la scrittura dell'antico Egitto. Oltre le considerazioni archeologici però, Rosetta (il cui nome in arabo è Rashid) è comunque un luogo molto bello che merita essere inserito nell’itinerario di qualsiasi viaggio in Egitto.

Nel corso del Medioevo Rosetta era un porto molto attivo, con un ruolo importante nel commercio tra l'Egitto e le Repubbliche Marinare italiane. Con la rinascita di Alessandria nel XIX secolo Rosetta restò meno importante, entrando in un lento ma costante declino, restando oggi poco più di un pittoresco villaggio di pescatori circondato da palmeti e aranceti.

Se si visita Rosetta partendo da Alessandria, si passa lungo una bellissima strada che corre in alcuni punti tra il mare e i laghi ricoperti da canneti.

Le testimonianze della sua grandiosità sono evidenziate dalle raffinate case di epoca ottomana, costruite da facoltosi borghesi e mercanti. In giro per la città si possono ancora vedere circa una ventina, molte delle quali aperte al pubblico. Tra le più belle ricordiamo la Casa di Amasyali (o Amasyali House) nell'omonima via, e la Casa Ramadan (Ramadan House)  in Sharia Port Saìd. Sono case da 3 o 4 piani, costruite in uno stile peculiare del Delta con mattoni dipinti alternativamente di rosso e nero, un interessante eredità dell'architettura privata egiziana.

Verso il nord della città si trova Beit el-Kili, la residenza del governatore che oggi ospita il Museo di Rosetta. Subito a est si trova il Nilo, largo e lento man mano che si apre andando incontro al Mediterraneo.

Proseguendo la strada verso nord per si arriva al Forte di Qaitbey, edificato durante l’epoca mamelucca, oggi noto anche come Fort Iulien, il luogo in cui i soldati di Napoleone trovarono la Stele di Rosetta.