Tutankamon

Probabilmente il più rinomato dei sovrani egiziani, Tutankamon era  un giovane faraone della diciottesima dinastia (1333 a.c. - 1323 .a.c.), durante il periodo del Nuovo Regno.

Il suo nome originale, Tutankhaten, significa il “Immagine vivente di Aten”, mentre Tutankhamon significa “immagine vivente di Amun”. Nei geroglifici il nome Tutankhamon è stato scritto tipicamente amen-tut-ankh, a causa dell’abitudine mettere il il nome divino all’inizio della frase.

La discendenza di Tutankamon non si conosce con esattezza, ma si ritiene che sia figlio di Akhenaton e di Kiya, una regina minore. Tutankamon Una bellissima scultura di legno che lo rappresenta con tratti infantili, ritrae il faraone come Ra, il dio del sole, che si innalza da un fior di loto azzurro.

Anche per via della sua giovane età, Tutankhamon fu affiancato nelle vicende reali dai potenti consiglieri dell’epoca, che chiedevano l’acquiescenza del sovrano per compiere la restaurazione di antiche divinità scartate da Akhenaton a favore dell’unico dio, Aton. Tra gli eventi più importanti del suo regno, infatti, sono la fine del della supremazia di Aten e la venerazione di Aton, nonché lo spostamento della capitale a Tebe, con l’abbandono completo della città di Akhenaten.

 Il faraone morì nell’età di 20 anni. Alcuni segni di un colpo sul cranio inducono all’ipotesi che il decesso fosse per via di un incidente, ma è stato generato anche il sospetto che fosse stato assassinato. Una tomografia eseguita nel 2005 mostra che il re aveva una gamba rotta poco tempo prima della sua morte, e che il suo piede soffriva di un’infezione, probabilmente incurabile a quell’epoca, fatto che ci porta a pensare che la morte fu causata da una caduta dal carro durante una battuta di caccia. Con l'occasione di questo esame, sono state effettuate anche alcune ricostruzioni computerizzate del corpo, del cranio e persino del volto di Tutankhamon.

La scoperta della Tomba di Tutankhamon nel 1922 da Howard Carter, in condizioni quasi intatte, ha avuto una notevole risonanza nella stampa mondiale, riaccendendo l’interesse pubblico per l’antico Egitto, di cui la maschera dorata del faraone rimane uno simbolo.