Il Nilo
Principale corso d'aqua dell'Egitto, forse il più importante fiume dell'Africa, il Nilo è alimentato
da tre affluenti principali: il Nilo Bianco, che nasce dal lago
Vittoria, lAtbara, il più piccolo, che si unisce al
fiume sopra la quinta cateratta in territorio sudanese e il Nilo
Azzurro, che ha origine dal lago Tana e che convoglia le piogge
cadute nel lontano altipiano etiopico.
Il corso del Nilo
Da Kartum, dove tutte le
acque si incontrano, il fiume prende il nome di Nilo Sahariano o
Nilo propriamente detto e si lancia nella sua grande impresa: attraversare
la Nubia e, con una serie di sei cateratte, giungere ad Assuan da
cui si immette nella sua lunga valle stretta tra i deserti, dove
scorre pigro fino al Mediterraneo per 1200 chilometri trasformati
in una lunga oasi. Per tutto il corso non riceve altri affluenti;
ha invece un defluente, il Bahr Jussuf (Fiume o Canale di Giuseppe,
navigabile), che presso Assiut si distacca dalla grande corrente
per proseguire parallelo ad essa, sulla sinistra, fino alla depressione
del Faiyum dove si dirama e muore. A nord del Cairo ha inizio il
Delta solcato da molte diramazioni o bocche. Il loro numero è
stato diversamente precisato dai geografi antichi: sembra comunque
che le principali fossero cinque, chiamate, dal nome delle città
adiacenti, di Canopo o di Naukratis, di Rosetta o di Sais, di Sebennito,
di Mendes e di Pelusio.
Egitto: un ''dono del Nilo''?
Grazie al grande fiume, in Egitto la coltivazione della
terra conservò sempre una preminenza assoluta e il paese
appariva come un unico enorme impianto agricolo, con potenziale
produttivo, per lepoca, altissimo. Infatti le economie dei
due Egitti si integravano e agli abitanti conveniva organizzarsi
in ununica comunità, estesa da Assuan al Mediterraneo,
sia per meglio sfruttare le piene con opere idrauliche, sia perché,
con risorse alimentari più vaste, era più facile fronteggiare
situazioni di emergenza, come il perdurare da un anno allaltro
della scarsità dacqua. Dal Nilo dipendevano anche la
ricca flora spontanea e la numerosa fauna, e quindi la caccia e
la pesca. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la grande
inondazione del fiume che gli dei benefici concedevano al paese
con la regolarità di un prodigio naturale. Ecco perché
lo storico greco Erodoto definì efficacemente lEgitto
"dono del Nilo", anche se laffermazione è
falsa ove minimizza il lavoro umano.
Le opere di irrigazione
Sin dai tempi più antichi, il potere centrale coordinava
la realizzazione e la manutenzione della rete di canali che consentiva
di sfruttare le piene del Nilo. Uno dei mezzi più semplici
per rendere fertile un terreno era la creazione di un bacino artificiale.
Attorno a una zona raggiungibile dalle acque del Nilo in piena si
costruiva un grande argine quadrato di terra di circa due chilometri
di lato. Quando la piena, che innalzava il livello delle acque di
circa sei metri, arrivava a riempire il bacino, luscita dellacqua
veniva bloccata con delle chiuse ed, in questo modo, il limo si
depositava in grande quantità sul terreno recintato. Dopo
circa un mese, quando il suolo era ormai saturo, lacqua veniva
fatta defluire in bacini di livello minore e infine nuovamente convogliata
al Nilo. Una efficiente rete di canali raggiungeva i terreni distanti
dal fiume, che le acque di piena non erano riuscite a coprire. Squadre
di agrimensori stabilivano l'orientamento dei fossati e ne segnavano
il tracciato sul terreno per mezzo di paletti e corde. Essi inoltre
delimitavano gli appezzamenti di terreno dati in uso ad ogni bracciante
e ne ridefinivano i confini dopo le inondazioni.
La navigazione
Da Settembre a Maggio si organizzano dei viaggi sul Nilo in Feluca. L’itinerario classico inizia ad Assuan e termina a Luxor. Sarebbe molto più difficile fare il viaggio nella direzione contraria, perché la feluche si muovono a vela e andando verso sud nella direzione contraria devono risalire la corrente diventando molto più lente.
Nel passato invece, il Nilo costituiva la più importante via di comunicazione
dellEgitto. La profondità delle acque e le brezze costanti,
provenienti dal Mediterraneo, rendevano infatti possibile la navigazione
in tutte le stagioni. Le pitture e i rilievi consentono di ricostruire
l'evoluzione delle imbarcazioni. I battelli che solcavano il Nilo
erano semplici chiatte, fatte di papiro intrecciato oppure di legno
d'acacia o sicomoro. Per le imbarcazioni destinate al trasporto
di merci pesanti, come la pietra da costruzione, si usava invece
il legno di cedro importato dal Libano.
Caratteristica è
la forma incurvata di queste imbarcazioni, con poppa e prua sollevate
rispetto al pelo dell'acqua. Una grande vela issata al centro aiutava
il lavoro dei rematori. Il timoniere manovrava un lungo remo fissato
a poppa per dare la direzione e per sondare il fondale. I battelli
per la navigazione da diporto avevano al centro una cabina per i
passeggeri, mentre le navi adibite alle processioni o ai funerali
avevano al centro un'edicola per ospitare la statua del dio o il
sarcofago. Già a partire dall'Antico Regno, gli egiziani
praticavano anche la navigazione d'alto mare. Attraversavano il
Mediterraneo diretti soprattutto verso la Fenicia e si spingevano
nel Mar Rosso. Durante il regno di Necho, intorno al 600 a.C., navi
egiziane compirono anche il periplo dell'Africa.
Scheda tecnica del Nilo
Il Nilo è il fiume più lungo del nostro pianeta, con una lunghezza totale di 6671 Km. Nasce nell' Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera (precisamente da uno dei suoi rami superiori, il Luvironza).
Dopo un breve tratto nel Burundi il fiume entra in Tanzania, successivamente in Rwanda, Uganda e Sudan. Poco prima di entrare in Egitto il fiume si allarga per formare il lago artificiale Nasser, nato con la costruzione della Diga di Assuan, per poi attraversare l'intero Egitto e riversarsi con il delta del Nilo nel Mar Mediterraneo.
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- Lunghezza del Nilo: 6.671 Km
- Bacino: 2.867.000 Km²
- Sorgente: Colline Kikizi, Altopiano del Burundi
- Foce: Mar Mediterraneo
- Affluenti: Nilo delle Gazzelle, Subat, Nilo Azzurro, Atbarah
- Stati attraversati: Burundi, Tanzania, Ruanda, Uganda, Sudan, Egitto
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