Le Piramidi d'Egitto

Mentre i miracoli del mondo antico cadevano uno dopo l’altro, loro continuavano a resistere al tempo: le Piramidi egiziane sono nati dall’ambizione di vivere per sempre.

La parola piramide deriva dalla lingua greca, “pyramis”, nome preso probabilmente dalla tipica torta egiziana. Ma per gli egizi la piramide significava molto di più. Era la garanzia dell’immortalità del loro faraone, del loro conduttore, quindi del loro regno.

Nei tempi protodinastici i corpi dei defunti erano seppelliti in semplici tombe, nell'anonimato della sabbia e del deserto. Entravano in un processo di mummificazione naturale, come lo testimnoiano i vari cimiteri dell'area intorno alla valle dei re. Già in questa epoca gli egizi credevano nella vita dopo la morte, visti gli oggetti ritrovati accanto a queste mummie.

Durante le prime dinastie i sovrani iniziarono ad usare delle strutture di seppoltura più elaborate destinate ai membri della corte. Le tombe a màstaba erano costituite un "gradone" di forma tronco-piramidale. La struttura conteneva alcune cappelle rituali e due porte: una "falsa", attraverso la quale era consentito al defunto lasciare l'aldilà per andare a ricevere le offerte deposte dai vivi, ed un pozzo, chiuso con pietre e detriti, molte volte assai profondo, che dava accesso alla tomba vera e propria. La parte esterna della mastaba ha come funzione quella di chiudere l'accesso alla tomba e di segnalare la presenza del sepolcreto.

La costruzione di piramidi parte dal grande architetto egizio Imhotep, che realizzo la prima piramide 100 anni prima di quella di Cheope, per Djorser. Al quel tempo i faraoni si seppleivano in tombe chiamate mastaba, Imhotep, il quale per la tradizione è anche fondatore della scienza medica egizia, ha avuto l'idea di mettere più mastaba una sopra l'altra, creando così la prima piramide a scaglioni nel deserto di Saqqara.

La transizione dalla piramide a gradoni a quella con le pareti lisce ebbe luogo, durante il regno del Re Snefru, padre di Cheope, a Meidum, circa 70 chilometri a sud di Cairo. Nata probabilmente come piramide a gradoni, e forse proprio per questo, o per l'ancora poca esperienza architetti, la struttura collassò scoprendo di nuovo l'aspetto originale a gradoni che possiamo ancora oggi ammirare.

La piramide romboidale di SnefruSnefru costruì altre due piramidi, a Dashur. Il primo è stato progettato con una vera struttura piramidale a facce piatte, ma l'angolo di 54 gradi era troppo ripido per poter completare il progetto. Inoltre, il terreno non sufficientemente solido, causava ulteriori problemi di stabilità, poi risolta variando l'angolatura a 43 gradi. I lati in quel punto, perciò si elevano con un angolo minore e creano uno spigolo, da dove anche il suo nome di Piramide Romboidale. Insoddisfatto della sua riuscita, Snefru realizzò un'altra piramide, che sceglie per luogo di sepoltura. A causa del colore delle sue pietre, quest'ultima è chiamata anche la "piramide rossa" e ha le dimensioni quasi quanto la Grande Piramide di Cheope. La sua base di 220m e la sua pendeza di 45°, lo innalza a ben 104m.

Cheope voleva sorpassare il suo padre, costruendo una piramide ancora più grande, ancora più imponente. Alta in origine 147m, ha oggi un'altezza lievemente inferiore a causa della rimozione del rivestimento di calcare e del pyramidion.

L'ossessivo desiderio per l'immortalità dei faraoni della quarta dinastia, insieme alla volontà e la credenza del popolo egizio, hanno permesso non solo di costruire i meravigliosi Piramidi di Giza, ma anche di costituire la prima superpotenza del mondo, segnando il trionfo dello spirito umano d’avanti alla morte.