Storia e cultura dell'Egitto

La civiltà dell'Antico Egitto è spesso ricondotta a tombe e mummie, divinità e templi o viaggiatori ed archeologi con i loro scavi e scoperte. L'immaginario collettivo, pertanto, spesso ha l'impressione che si stia d'avanti ad un popolo posseduto di una vera e propria mania della morte.

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Tuttavia, da un esame più approfondito, diventa evidente che la loro cultura era fondata non sul trapasso dei loro simili ma sulla credenza in una vita eterna, che si premuravano di garantire con l'aiuto dei loro innumerevoli dèi.

Prima dell'Ottocento, l'Egitto era poco visitato da viaggiatori occidentali. Soltanto dopo la spedizione militare di Napoleone, nel 1798, che l'Egitto iniziò a suscitare un interesse, dando nascita all'egittomania che si diffuse poi sia in Europa e che in America. Scarabei e sfingi comparvero su edifici di Parigi, Londra e New York, motivi faraonici decorarono porcellane e suppellettili, artisti dedicarono opere all'antico Egitto, un modo affascinante con i sui misteri ancora da svelare.

Anche se le moderne tecnologie ci hanno consentito di vedere tante novità impensabili solo con decenni indietro, le opere architettoniche degli antichi egizi, quali le Piramidi o la Grande Sala Ipostila di Karnak, ci lasciano attoniti e ci infondono un timore reverenziale come mai potrebbero grattacieli, razzi o elaboratori elettronici.

Lascia pensare il fatto che al tempo in cui Erodoto si trovava davanti alle Piramidi, queste erano per lui tanto antiche quanto lui stesso lo è ora per noi, non vi è quindi da meravigliarsi se molti ritengono che siano state costruite da alieni: l'Egitto è semplicemente sconcertante.