Tanis

Le rovine di Tanis sorgono all’estremità di nord-est del Delta del Nilo. E’ un luogo poco sfruttato turisticamente, vista la sua distanza di oltre 70km dal già lontano Zagazig. Per arrivare occorre prendere la macchina e, se si arriva dal Cairo, bisogna prevedere un’intera giornata per la sua visita.

Luogo di sepoltura  di  grande rilievo durante gli ultimi secoli della civiltà faraonica, Tanis ha restituito uno tra i più straordinari tesori dell'egittologia.

Gli scavi hanno portato alla luce rovine risalenti alla VI dinastia, tra cui enormi blocchi
e frammenti di statue giunti dal tempio di Ramses ad Arnon. Nella necropoli reale, che si trova a sud del tempio, sono state scoperte numerose tombe intatte della XXI e XXII dinastia, incluse quelle di Psusenne I e Sheshonq. Gli splendidi tesori tra cui sarcofagi in argento, maschere d'oro e gioielli appartenuti a faraoni rinvenuti alloro interno si possono ammirare al Museo egizio del Cairo.

Nel suo periodo di maggiore splendore, durante la XI e XII Dinastia, Tanis, o Djanet per gli antichi egizi, era un città commerciale edificata intorno ad un complesso templare, costituito da un grande santuario consacrato ad Amon circondato da numerosi templi minori e cappelle, racchiuso entro le tipiche mura di mattoni crudi.

Oggi di tutto il compresso ne rimangono solo alcune zone lastricate, invase dalle erbacce, e una profusione di blocchi sparsi, colonne sradicate e statue frantumate. Gli scavi del sito sono stati avviati da Mariette negli anni '60 del XIX secolo, ma la scoperta più rilevante fu compiuta nel 1939 dall'archeologo francese Pierre Montet che scoprì alcune tombe regali intatte: le uniche sepolture inviolate oltre quella di Tutankhamon.